Luca Traini è noto principalmente per l'atto di violenza razzista commesso a Macerata nel febbraio 2018. Il 3 febbraio 2018, Traini sparò contro diverse persone di origine africana nella città di Macerata, ferendone sei. Questo atto fu compiuto in apparente "vendetta" per l'omicidio di Pamela Mastropietro, una giovane donna italiana presumibilmente uccisa da un immigrato nigeriano.
Traini, precedentemente candidato per la Lega Nord (ora Lega), fu arrestato poco dopo l'attentato mentre indossava una bandiera italiana intorno al collo e faceva il saluto romano.
Il suo gesto scatenò un intenso dibattito pubblico in Italia riguardo all'immigrazione, al razzismo e alla xenofobia. Il caso ha portato a una maggiore polarizzazione politica e ha sollevato interrogativi sulla crescente radicalizzazione di alcuni segmenti della società italiana.
Nel 2019, Luca Traini è stato condannato a 12 anni di reclusione per strage con l'aggravante dell'odio razziale. La sentenza ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che la consideravano troppo lieve e altri che la vedevano come una giusta punizione per un atto di violenza razzista.
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